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Il concetto di casa passiva, nato negli anni Novanta, si è diffuso rapidamente in tutto il mondo, compresa l’Italia. Si tratta di una soluzione ecologica ed economica per risparmiare energia e ridurre l’impatto ambientale delle costruzioni. Le case passive si distinguono per diverse caratteristiche fondamentali che le rendono altamente efficienti dal punto di vista energetico. In questo articolo, Cambiafacile ti spiegherà cosa sono le case passive, quali sono i loro tratti distintivi e i motivi per cui dovresti considerare un investimento in un edificio altamente efficiente dal punto di vista energetico.

Le origini della casa passiva

Il primo a menzionare l’architettura passiva è stato un scienziato tedesco di nome Wolfgang Feist. Negli anni Novanta, Feist coniò il concetto di passivhaus per descrivere un’opera edificata che non utilizzasse una quantità di energia superiore a 1,5 litri di combustibile per metro quadrato, unicamente per il riscaldamento. L’obiettivo principale era quello di ridurre i consumi energetici di un’abitazione. In collaborazione con il professor Bo Adansom della Lund University, Feist ottenne rapidamente risultati promettenti. Un primo esperimento fu condotto a Darmstadt, in Germania, ma i costi di produzione erano ancora troppo elevati per rendere la casa passiva un’alternativa attraente rispetto alle soluzioni abitative convenzionali.

Nel corso del tempo, i costi di produzione registrarono una diminuzione. Così, nel 1996, Feist fondò con successo il Passivhaus Institut , un istituto di ricerca indipendente che avrebbe svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo del concetto di casa passiva.

Le caratteristiche di una casa passiva

Attraverso l’adozione di specifiche misure durante la fase di progettazione, è possibile ottenere una diminuzione del 90% nel consumo di energia grazie alla realizzazione di una casa passiva. In conformità con la direttiva europea 2010/31/UE, recepita dal governo italiano con la Legge n. 90/2013, le case passive vengono classificate con la sigla NZEB (Near Zero Energy Building). L’obiettivo è di raggiungere l’ambito impatto zero. Ma con quali materiali sono costruite le case passive? Che caratteristiche devono avere?

  1. Isolamento termico. Grazie a un isolamento di qualità, si evitano le perdite di calore e si garantisce un’elevata efficienza energetica, riducendo al minimo i consumi
  2. Eliminazione dei ponti termici. È necessario eliminare i punti di dispersione termica. Nel caso in cui ciò non sia fattibile, è consigliabile ridurli al minimo
  3. Progettazione delle finestre. La disposizione delle finestre deve essere attentamente pianificata, così come la scelta dei materiali e lo spessore dei vetri. Gli infissi devono essere progettati in modo da evitare qualsiasi forma di dispersione termica
  4. Posizione ed esposizione. È preferibile selezionare un terreno pianeggiante o inclinato verso sud, in modo da assicurare un’ottima esposizione alla luce solare
  5. Sistema di ventilazione. Le abitazioni passive sono dotate di un sistema di ventilazione controllata con recupero di calore, che permette un costante ricambio dell’aria. Questo sistema consente di eliminare l’umidità e gli allergeni, prevenendo così la formazione di muffa
  6. Materiali sostenibili. Le abitazioni passive sono realizzate utilizzando materiali innovativi ed ecocompatibili, che contribuiscono alla tutela dell’ambiente e al benessere della tua salute. Il legno rappresenta senza dubbio la scelta ideale per unire questi due importanti aspetti nella costruzione

Quanto costa una casa passiva?

Partiamo con il dire che, secondo noi, non è corretto discutere di costi di una casa passiva. Dovremmo invece parlare d’investimento, poiché le case in classe A consentono di ridurre fino al 90% delle spese in consumi rispetto a un edificio convenzionale. Il risparmio nel lungo periodo è evidente, se consideri che potrai praticamente ridurre a zero le spese legate all’ energia, proteggendoti anche dalle oscillazioni del mercato. Detto ciò, i costi delle case passive in Italia variano a seconda di diversi fattori. In linea di massima, il prezzo medio di una casa passiva è più elevato di circa il 20% rispetto a una residenza tradizionale. Tra gli elementi da considerare per la spesa, vi sono:

  1. Spese relative al progetto
  2. Livello di qualità dei materiali
  3. Team di lavoro con figure specializzate

Il clima è sicuramente un altro elemento che influisce sull’edificazione della casa passiva. A seconda delle caratteristiche climatiche della zona in cui si costruisce, è necessario prendere decisioni progettuali particolari che possono incidere sul costo complessivo.

I vantaggi di una casa passiva

A fronte di un costo di circa 2.000 euro per metro quadro, la casa passiva offre molteplici benefici sia a lungo termine che nel breve periodo. Questa soluzione residenziale garantisce sicurezza grazie all’assenza di un impianto a gas e contribuisce a ridurre l’impatto ambientale mediante una drastica diminuzione delle emissioni di CO2. Questo doppio vantaggio si riflette anche in un notevole risparmio economico. La mancanza di un impianto a gas evita costi durante la fase di costruzione, mentre le spese per il riscaldamento e il raffrescamento sono notevolmente ridotte. Un ulteriore contributo al risparmio deriva dal carburante utilizzato. Per ogni metro quadrato, l’uso è significativamente inferiore (circa l’80% in meno) rispetto a quello richiesto da una casa tradizionale.

Come avrai capito, sono molti i benefici offerti da una casa passiva. Se tuttavia una costruzione di questo tipo non rientra nei tuoi piani o nei tuoi budget, ricordati che è comunque possibile risparmiare. Per valutare i costi e servizi del tuo fornitore di energia comparati ad altri, visita la sezione Comparatore offerte luce e gas del nostro sito web. Risparmiare è possibile grazie a Cambiafacile.it.

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