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Nell’attuale contesto globale, la transizione energetica è un tema di rilevanza fondamentale. Con la consapevolezza delle gravi conseguenze di cambiamento climatico ed esaurimento delle risorse fossili, sempre più paesi si stanno impegnando per raggiungere un futuro sostenibile dal punto di vista energetico. Se vogliamo salvare il nostro pianeta, questa è l’unica strada. Crisi o transizione energetica? A cosa ci stiamo preparando? Scopri gli scenari del futuro in materia di energia con Cambiafacile.

Cos’è la transizione energetica

La transizione energetica non è altro che il passaggio da un modello di produzione e utilizzo di energia basato su fonti fossili, a uno basato fonti rinnovabili. Non si tratta soltanto di sostituire le fonti fossili, ma di stravolgere completamente il sistema di generazione e utilizzo dell’energia. Essa porta i settori industriale, terziario, residenziale e pubblico verso un modello più sostenibile per il pianeta. Gli obiettivi della transizione sono neutralità climatica ed emissioni zero.

Il sentimento di preoccupazione verso lo stato di salute del nostro pianeta è ciò alimenta la necessità della transizione energetica. Sembra infatti che la principale causa del riscaldamento globale siano fonti fossili come carbonio, ossido di diazoto e metano. Essi impediscono al calore di lasciare l’atmosfera. Negli ultimi anni, l’utilizzo di tali gas da parte dell’uomo ha drasticamente aumentato la presenza di Co2 nell’atmosfera.

Tra gli obiettivi della transizione vi sono:

  1. ridurre la presenza di gas serra in atmosfera del 20-30%;
  2. diminuire i consumi energetici del 20%;
  3. incrementare l’efficienza energetica nei vari settori;
  4. soddisfare il 20% del fabbisogno energetico europeo con sole fonti rinnovabili.

In cosa consiste

Come abbiamo visto, la transizione energetica consiste nel passaggio a un modello energetico basato su fonti rinnovabili. Tra queste vi sono ad esempio il fotovoltaico, l’eolico e l’idroelettrico. Grazie a queste soluzioni, secondo alcune previsioni, il peso dei combustibili fossi dovrebbe essere limitato ad almeno un quinto dell’energia prodotta.

Con la transizione, si cerca di migliorare la capacità di stoccaggio e accumulo delle energie rinnovabili intermittenti per assicurare stabilità al sistema elettrico. Un altro aspetto fondamentale è l’elettrificazione. Nel settore dei trasporti, ad esempio, l’elettricità sta già iniziando a sostituire le fonti fossili. Stessa cosa sta avvenendo con i sistemi di riscaldamento grazie all’avvento delle pompe di calore.

Vediamo nello specifico quali sono i sistemi alternativi rinnovabili:

  1. idroelettrico – la fonte di energia rinnovabile utilizzata da più tempo. Essa sfrutta la forza dell’acqua quando quest’ultima è in caduta per azionare le turbine necessarie per generare energia idroelettrica;
  2. fotovoltaico – fonte relativamente nuova che sta acquistando sempre più importanza. I pannelli fotovoltaici sono in grado di cattura l’energia del sole e trasformarla in energia elettrica;
  3. eolico – questo sistema sfrutta l’energia cinetica del vento in energia elettrica attraverso l’utilizzo di pale. I parchi eolici, luoghi in cui vi sono raggruppate pale eoliche, sono sempre più diffuse in Europa.

I vantaggi della transizione

La transizione energetica offre vantaggi tangibili per il pianeta e per la collettività. Le nuove modalità di produzione di energia elettrica, infatti, spingono alla costruzione di centri produttivi solari ed eolici. Ciò si traduce in un vantaggio economico concretizzabile nella creazione di nuovi posti di lavoro e in un notevole risparmio sulle bollette dei cittadini. Un ulteriore vantaggio economico è dovuto al fatto che le fonti rinnovabili non si esauriscono. Questo comporta un risparmio nel medio periodo ed energia illimitata.

Anche le imprese possono beneficiare dalla transizione. Gli effetti positivi si traducono in una riduzione nel prezzo dell’energia e di conseguenza dei costi di produzione. Inoltre, è possibile godere anche di ulteriori vantaggi e incentivi statali per aver adottato una politica “green economy”. Infine, questo sistema permette di essere autonomi energeticamente e quindi di evitare situazioni spiacevoli come l’innalzamento delle bollette.

La green transition ha una rilevanza così importante da aver portato il governo italiano a prevedere diversi investimenti nel PNRR. Molti degli obiettivi del PNRR transizione energetica sono già stati realizzati, mentre altri sono in corso. I bandi per la rete elettrica sono stati essenzialmente due: 500 milioni per la resilienza della rete e tre miliardi e mezzo per le Smart grid. Quest’ultimi sono sensori della rete elettrica che raccolgono informazioni in tempo reale ottimizzando la distribuzione di energia.

Economia circolare

Transizione energetica ed economia circolare sono estremamente collegate. Entrambe sono infatti necessarie per rendere sostenibile l’impatto energetico delle aziende. L’economia circolare è un modello di business in grado di coniugare innovazione e sostenibilità.

Questo sistema di business è la chiave per un futuro sostenibile e si basa su cinque pilastri:

  1. risorse sostenibili – utilizzare fonti rinnovabili e materiali biodegradabili e riciclabili;
  2. prodotto come servizio – piuttosto che offrire lo stesso prodotto replicato più volte, le aziende dovrebbero offrire un unico servizio fruibile da molti;
  3. piattaforme di condivisione – strumenti per far collaborare utenti e proprietari così da ottimizzare i costi di beni e servizi e le risorse per produrli;
  4. estensione della vita utile – produrre con lo scopo di allungare il ciclo di vita prevedendo possibilità di aggiornamento, riparazione e rigenerazione del prodotto;
  5. nuovi cicli di vita – soluzioni finalizzate a preservare il valore dei beni al termine del ciclo di vita tramite riuso, rigenerazione o riciclo.
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