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Come leggere un contratto di fornitura

Cambiafacile permette a ogni utente di scegliere il miglior contratto di fornitura luce, gas e telefonia e di risparmiare sulle utenze. Confrontando tutte le proposte del mercato, il sito è in grado di proporre la soluzione più efficiente ed economica per qualsiasi cliente. Ma cosa bisogna tenere in considerazione quando si legge un contratto di fornitura?

Prima di firmarlo, infatti, un utente deve fare particolarmente attenzione ad alcuni campi dell’accordo. I punti determinanti di un contratto di fornitura, da analizzare con attenzione prima di passare alla stipula, sono:

  1. il prezzo della materia energia:
  2. la durata;
  3. le clausole;
  4. il recesso.

Un consumatore consapevole non può esimersi da un’attenta lettura del contratto di fornitura.

Cosa si intende per contratto di fornitura

In qualsiasi ambito, per contratto di fornitura si intende quell’accordo che si stipula quando una parte si obbliga a fornire un bene, o un servizio, in una determinata quantità a una seconda parte che, per un periodo stabilito, usufruisce del suddetto bene o servizio a fronte del pagamento di un corrispettivo.

Per ciò che riguarda i contratti di gas, luce e telefonia, quindi, le società di fornitura mettono a disposizione la materia, in una quantità pattuita, all’utente, che paga regolarmente il servizio. La cadenza della fatturazione è regolare (mensile, bimestrale, trimestrale…), ed è indicata sul contratto stesso, così come la modalità di pagamento, a ogni modo modificabile in un secondo momento.

Clausole contratto fornitura

Ogni contratto di fornitura luce, gas e internet prevede delle clausole essenziali, stabilite dal Codice di condotta commerciale. Questi requisiti sono obbligatori e, senza di essi, il contratto perde validità. Le clausole fondamentali da inserire in ogni contratto di fornitura sono:

  1. i dati identificativi del cliente e della società fornitrice;
  2. l’indirizzo dell’utente e del fornitore;
  3. la data d’inizio del servizio e la durata contratto fornitura;
  4. le modalità per il rinnovo;
  5. il prezzo della fornitura, con eventuali variazioni lungo la durata del contratto;
  6. tutte le eventuali spese a carico del cliente, compresi gli oneri previsti e le garanzie richieste all’utente, come ad esempio quelle relative ai costi di gestione del contatore o il deposito cauzionale;
  7. le modalità di fatturazione e di pagamento;
  8. gli standard di qualità aggiuntivi (se previsti dalla fornitura) rispetto a quelli sanciti dall’Autorità;
  9. le compensazioni che la società fornitrice eserciterà automaticamente se il contratto non verrà rispettato;
  10. il procedimento che il cliente deve seguire per presentare reclami e richieste d’informazioni o gestire controversie.

Il prezzo della materia energia

Sul contratto di fornitura si legge il prezzo della materia energia (o del servizio offerto, nel caso della telefonia). Questo dato include le voci di spesa e tutte le varie componenti che stabiliscono l’importo totale della bolletta. Analizzare il prezzo della materia energia è fondamentale per la scelta del miglior contratto da stipulare, così da poter optare per il servizio più conveniente.

Se i costi fissi per luce e gas sono definiti dall’ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, quelli variabili sono stabiliti dalle società di fornitura. Questi ultimi dipendono dai consumi di ogni utente. Le voci di spesa, che andranno a quantificare la bolletta, uniscono i costi fissi con i variabili, e comprendono:

  1. spesa per la materia energia;
  2. costi di gestione contatore e trasporto;
  3. oneri di sistema;
  4. IVA e imposte.

Stipula e recesso contratto fornitura

La stipula e il recesso determinano l’inizio e la fine della validità del contratto di fornitura, a meno che l’accordo prosegua fino alla data di termine stabilita dal docufase di recesso è quella più delicata, viste le diverse clausole che ogni fornitore prevede nei propri contratti di fornitura.

L’utente che sottoscrive un abbonamento via web, telefonicamente o con un agente presso il proprio domicilio ha tempo dieci giorni (dalla ricezione del documento fisico) per ripensarci. Se il cliente, in questo lasso temporale, non vuole più stipulare il contratto, deve comunicarlo per iscritto all’azienda fornitrice. Questo servizio non è previsto quando il documento viene firmato negli uffici commerciali delle società fornitrici.

Il diritto di recesso del contratto, invece, può essere esercitato sia dal cliente che dall’azienda di fornitura (al termine della durata del contratto). L’utente può richiedere il recesso per svariate ragioni (trasferimento, cambio utenza, etc.), e deve seguire le regole fissate dall’ARERA e le eventuali clausole stabilite dal documento di fornitura. Nel caso l’azienda, al momento del recesso, dovesse del denaro al cliente, la somma sarà restituita con la stessa modalità di pagamento utilizzata dall’utente per saldare le precedenti bollette. Spesso, le pratiche di recesso vengono eseguite dalla nuova società fornitrice.

Modalità di pagamento e di fatturazione

Le modalità di pagamento e di fatturazione sono ben specificate nel contratto di fornitura. Il cliente, prima di stipulare il contratto oppure entro i limiti stabiliti dal documento, può scegliere il metodo di pagamento preferito. L’addebito diretto su conto corrente è il più conveniente, visto che non prevede alcun tipo di costo di gestione.

Leggere con particolare attenzione le clausole dedicate al pagamento e alla fatturazione è determinante per non incappare in future penali. Queste, infatti, sono precisate nel contratto di fornitura, che stabilisce le conseguenze di eventuali ritardi nel pagamento. Gli interessi di mora e le penali sono sempre specificate. Se sono previste fatture basate sulla stima, infine, il contratto di fornitura indica il criterio adottato per la valutazione dei consumi.

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